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BAROLO TERROIR  

L'ambiente perfetto per il vitigno Nebbiolo.

La zona di coltivazione del nebbiolo vede i suoi confini naturali segnati a Sud dalle Alpi Marittime Liguri, a Ovest dal fiume Tanaro, a Est dal fiume Bormida di Spigno e a Nord dal Tanaro e dalle colline del Monferrato astigiano. Altrimenti detta Langhe, etimologicamente “lingue di terre o creste” per ricordarne la loro morfologia di colline strette e ripide.
Quelle più antiche geologicamente si trovano più a sud: la loro cronologia è abbastanza recente sulla scala geocronologica e la si può far risalire a circa 30 milioni di anni fa.

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La zona d'origine

La zona di origine del Barolo, delineata con decreto ministeriale a partire dal 1933, comprende l’intero territorio dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba e in parte i territori dei comuni di Monforte d’Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Cherasco e Roddi.

Il terreno

I terreni delle zone del Barolo si sono venuti a formare in Età Serravalliana (o Elveziana) e Tortoniana e sono prevalentemente composti da marne argillo-calcaree sedimentarie, intercalate da strati di marne più o meno importanti di colore grigio-azzurro (dette Marne di sant’Agata) e da strati di sabbia o arenarie di colore grigio-bruno e giallastro (le cosiddette Arenarie di Diano). 
Le Marne di sant’Agata che troviamo nei comuni di La Morra e Barolo danno origine a vini eleganti, profumati, dalla maturazione un po’ più veloce, mentre le Arenarie di Diano (presenti nelle colline di Castiglione Falletto e in parte in quelle di Monforte) e la Formazione di Lequio (parte di Monforte e di Serralunga d’Alba) danno origine a vini più alcolici, più robusti e più longevi.

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Il clima

Continentale temperato, con il picco delle precipitazioni piovose durante il mese di Maggio, seguito da Aprile e Settembre. Una maggiore piovosità durante la fase di fioritura delle piante, può anche determinare consistenti cali di produzione, così come durante la fase di raccolta, dove un’eccessiva pioggia può comportare la formazione di muffe e ristagni d’acqua che possono incidere sulla qualità delle uve. Le Langhe sono anche caratterizzate da una buona luminosità, che permette il regolare svolgimento della fotosintesi clorofilliana.